Incentivi nazionali

Transizione 5.0: quando conviene e come si certifica

Il credito d'imposta legato al risparmio energetico: requisiti, aliquote, certificazioni ex ante ed ex post e casi in cui è preferibile un'altra misura.

5 agosto 20267 min di lettura

Il principio della misura

L'incentivo premia gli investimenti in beni strumentali che producono una riduzione certificata dei consumi energetici della struttura produttiva o del processo interessato. Non basta comprare un macchinario nuovo: serve dimostrare il risparmio con un calcolo tecnico confrontabile.

L'aliquota cresce con il risparmio ottenuto e con la dimensione dell'investimento, e può essere integrata da spese per autoproduzione da fonti rinnovabili e formazione.

Il percorso operativo

Il progetto si costruisce in fasi ben distinte, tutte documentate.

  • Analisi energetica preliminare della linea o della struttura produttiva.
  • Certificazione ex ante del risparmio atteso da parte di un tecnico abilitato.
  • Prenotazione del credito e comunicazioni intermedie.
  • Realizzazione dell'investimento e interconnessione dei beni.
  • Certificazione ex post e utilizzo del credito in compensazione.

Quando valutare alternative

Se il risparmio energetico è marginale, o il processo non è misurabile in modo affidabile, spesso conviene orientarsi su un bando regionale di investimento o sul credito d'imposta per beni strumentali, con istruttoria più semplice.

Contenuto informativo a cura di Panico & Co. Requisiti, scadenze e aliquote possono variare: verifica sempre l'avviso ufficiale o richiedi una verifica gratuita.

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